La Leggenda.

La leggenda che avvolge questi mistici gatti dagli occhi straordinari, nasce in Birmania, in uno dei molti templi dedicati a Lao Tsun-Kian-Kse, dea della reincarnazione delle anime.

In uno di questi templi, vigilato da monaci che accudivano cento gatti bianchi dagli occhi gialli, si ergeva una statua in oro massiccio dai grandi occhi di zaffiri blu.

Il più vecchio e saggio dei monaci era Mun-Ha e accanto a lui vi era sempre Sinh, uno dei cento gatti presenti.

Un giorno il templio fu assalito da predoni che uccisero Mun-Ha mentre era in meditazione davanti alla statua della Dea. Quando Sinh vide il suo padrone steso al suolo, salì sul suo corpo fissando la Dea negli occhi color zaffiro; fu in quel momento che avvenne una strabiliante trasformazione: il suo mantello divenne dorato come le vesti della Dea, le sommità del corpo (muso, orecchie, zampe e coda) divennero color terra, la parte delle zampe che invece, poggiavano sul corpo del sacerdote, rimasero candide, bianche, in segno di purezza e per finire, la Dea donò a Sinh i suoi splendenti, profondi ed intensi occhi color zaffiro blu.

Sinh, dopo alcuni giorni di veglia morì, e tutti gli altri gatti nel templio assunsero il suo medesimo aspetto fisico trasmettendolo ai loro discendenti.

Il Birmano divenne così Sacro, accompagnando le anime dei defunti nella reincarnazione.

 

 

La Storia.

Nella realtà la storia e l’origine di questo meraviglioso gatto resta incerta, nel 1950 il Birmano venne battezzato come Sacro di Birmania e nel 1966 ci fu il riconoscimento ufficiale della razza.

Il Sacro di Birmania fu importato in Italia per la prima volta nel 1978 dalla dottoressa Franca Maria Gabriele.

Una peculiarità di questo gatto resta comunque il candido guantaggio: zampe bianco puro, senza traccia di colore, dalle “dita” alle articolazioni che non devono 

mai esser oltrepassate, ad eccezione per le zampe posteriori. Il guantaggio deve esser regolare e simmetrico sia nelle zampe anteriore che in quelle posteriori.

 

 

 

Il carattere.

Amante della casa e delle comodità, ama la vita regolare, è costante nelle abitudini e negli affetti. Con il suo umano di riferimento, instaura un rapporto speciale ed esclusivo, ha bisogno di sentirsi oggetto, seppur in piccolo, di attenzioni e dimostrazioni d’affetto.

Gradisce la compagnia di altri animali domestici che però non rientrino tra le sue prede. Tenero compagno di giochi e scorribande anche con i bambini, si educa facilmente con il solo comando vocale.

Pur essendo allegro e vivace non è un gatto distruttore e non ha particolari problemi di adattamento a viaggi, cambio casa, ecc.

 

 

 

Prendersi cura del Birmano.

Il gatto Birmano grazie alla lunghezza media del suo pelo non richiede ore di complessa toelettatura. Il suo mantello si pettina con facilità e raramente si arruffa o annoda in modo inestricabile.

Fare periodicamente il bagno aiuta ad eliminare, soprattutto nei periodi di muta, il pelo morto in ecceso, aiutando così anche la corretta ingestione del pelo senza creare disturbi.

Per lavarlo il mio consiglio è quello di creare un ambiente sicuro, privo di correnti d’aria e riscaldato. Tagliare sempre le unghie dei nostri Birmani ci è di aiuto per evitare graffiature dolorose e per tenere a bada la crescita dell’unghia stessa.

Bagnare il pelo e frizionarlo con un prodotto di pet cosmesi sgrassante, ponendo particolare attenzione alle zampe bianche più sporche, coda e gorgiera. Risciacquare sempre abbondantemente eliminando ogni residuo di prodotto.

Avvolgerlo in un asciugamano e tamponare parte dell’acqua dal pelo. Si può procedere con l’asciugatura con il phon o con soffiatori in commercio, laddove spaventato, si può usare un termo riscaldatore.

Una volta asciutto pettinatelo, con un pettine a denti larghi, contropelo, per dare volume, e cospargetelo con borotalco per togliere umidità dal pelo pettinandolo sempre contropelo, questo darà anche morbidezza al mantello.

Con un batuffolo di ovatta imbevuta in soluzione detergente apposita, si potrà procedere con la detersione del padiglione auricolare e con un nuovo batuffolo monouso per ogni occhio, si potrà procedere al contro occhi e naso.

Tutto ciò va fatto periodicamente per prenderci cura del suo mantello.